Cosa fare quando il cambiamento non dipende da noi
In questo ultimo anno e mezzo tutti parlano di cambiamento. Ma voi siete cambiati? Come?
Io mi sono trovata catapultata in una situazione completamente nuova, molto stressante e sicuramente faticosa. Sono cambiata? Ovvio. Il cambiamento è stato necessario per sopravvivere sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista personale. E ho riflettuto. Cambiare non significa combattere ciò che eravamo prima ma prenderne coscienza e desiderare di essere diversi. Il cambiamento non si può subire, va cercato, valutato e messo in pratica.
Il cambiamento di questo periodo lo posso rappresentare con parole che mi stanno accompagnando :
Empatia
Durante i periodi di chiusura le chiamate dei condomini sono calate di circa il 90%, e allora viene da chiedersi: tutta l’urgenza e l’insistenza di alcuni è improvvisamente cessata a causa della quarantena? Il loro atteggiamento verso i primi solleciti di pagamento spediti in periodo COVID è stato più aggressivo.
Personalmente cerco di avere più comprensione e pazienza. Non nego che la questione “incasso rate” è quella che mi preoccupa di più, e avendo un parco condomini molto vintage cerco in ogni modo di agevolarli trovando metodi di pagamento per loro comodi.
In generale ho sviluppato maggiore empatia, ossia mi metto nei loro panni, anche se non necessariamente condivido il loro punto di vista. Continuo ad arrabbiarmi con chi si sta approfittando di questa crisi per non continuare a non pagare le rate, non lo faceva prima e continua a non farlo adducendo scuse ridicole. Su questo aspetto empatia zero! Le capacità di ascolto attivo e di intelligenza emotiva in questo periodo devono essere sfruttate al massimo per mantenere sereno il rapporto con i condomini.
Resilienza
La resilienza è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi, il materiale si deforma ma poi torna nella sua forma originale. In psicologia questa capacità non è solo l’attitudine a reagire a eventi ma anche di riorganizzare a propria vita volgendo al meglio le opportunità che ci sono offerte.
Essere resilienti in questo momento significa vivere professionalmente quanto sta accadendo come una opportunità non solo di cambiamento, ma di miglioramento. Saper cogliere da questa esperienza apprendimenti che ci portano verso la nostra situazione desiderata. Personalmente ho imparato tra l’altro che alcune procedure che ho sempre giudicato improponibili per il mio studio potevano farmi risparmiare tempo e denaro senza compromettere la qualità del mio lavoro. Da qui ho iniziato ad approfondire e ad applicare quella che é la filosofia lean insieme al mio team.
E voi? Quali sono stati i vostri apprendimenti?
Il team
Molte cose sono cambiate improvvisamente, dopo la decisione iniziale di non lasciare in cassa integrazione nessuno ho dovuto velocemente rivedere procedure, divisione compiti e metodologia di lavoro. Ma ci siamo riusciti! E parlo al plurale perché l’impegno è stato di tutti. La leadership nei confronti dei collaboratori è stata fondamentale, un capo che lavora con il team e non viceversa. Un capo che non ha problemi a mostrarsi vulnerabile non è debole, anzi. Nei periodi di chiusura e lockdown i miei collaboratori mi hanno visto spettinata, stanca, alle prese con la scuola dei miei figli...umana. Scendere piano dal piedistallo fa molto bene e sicuramente anche mollare un po’ di controllo. Avere la capacità di delegare e di fidarsi in questo momento.
Tecnologia
Ci ha aiutato moltissimo, ma anche la creatività che come al solito ci contraddistingue. Due sono stati i fattori determinanti:
- Software in cloud
- Digitalizzazione dei documenti
Ho deciso di digitalizzare i documenti appena aperto lo studio, circa 15 anni fa, quando ancora molti non sapevano nemmeno cosa era uno scanner. Questo, all’inizio del lockdown, mi ha permesso di uscire dallo studio con pochissima carta. Durante quei periodi di quarantena però il salto è stato definitivo, stop totale alla carta, e non è stato un cambiamento semplice da affrontare.
La scelta del cloud invece è stata recente e meditata, software on line come:
- Danea Domstudio cloud
- Dropbox
- Trello
- G-Suite
- Canva
Sono per me insostituibili in questo momento e mi permetto di lavorare al 90% rispetto a prima. E non è poco.
La trasformazione dello studio tradizionale in studio “agile” non si può improvvisare, va meditata, progettata e gestita da persone competenti in materia altrimenti si rischia il caos che in questo momento non possiamo permetterci. Come dice il detto "fare di necessitá virtú"...ed é questo che stiamo facendo, oggi l'amministratore non é solo in azione, in continuo aggiornamento e formazione ma dopo questa esperienza potremo definirci anche smart.